
domenica 27 novembre 2011
ACCORDO DA FUNERALE SULLA CHIUSURA DI TERMINI IMERESE
Nessun festeggiamento per i lavoratori FIAT
E fu' cosi' che il signor marchionne, la messo di nuovo al didietro dei poveri lavoratori di termini imerese, è successo lo stesso identico caso dell' l'asino di Buridano, quell'asino asino affamato, assetato è accovacciato, esattamente tra due mucchi di fieno, con vicino a ognuno, un secchio d'acqua, ma non c'è niente che lo determini ad andare da una parte piuttosto che dall'altra. Perciò, rest...a fermo e muore di fame. la stessa cosa che capiterà a chi si è spaccato la schiena a termini imerese, chi è andato fuori è andato fuori, non si sa se prenderanno cassa integrazione, chi è rimasto dentro rimane fino alla pensione con 460 € al mese. si prosegue sulla scia del piduista berlusconi, e del ministro romani. bene benissimo... dobbiamo fermarli a questi che vogliono sfasciare l'industria italiana, prima che sia troppo tardi...
Non c'è proprio niente da festeggiare nell'accordo raggiunto ieri sulla chiusura di Termini Imerese. Stiamo parlando di un funerale, non di un lieto evento. Bisognerebbe piangere e chiedere conto di questo disastro, non brindare.
Capisco che i sindacati, anche la Fiom, abbiano dovuto firmare l'accordo perché i lavoratori, abbandonati da tutti, possano almeno essere accompagnati alla pensione. Ma non possiamo fare finta che questo risultato sia positivo per qualcuno, a parte Marchionne e gli azionisti Fiat.
Certo non possono festeggiare i 640 lavoratori che di qui alla pensione, tra sei anni, dovranno cavarsela con circa 460 euro al mese. Poteva andargli pure peggio, ma questa non è una grande consolazione né un modello innovativo di politica sociale e industriale.
Temo che avranno poco da fare festa anche gli operai che resteranno in fabbrica, assunti dalla Dr Motor della famiglia Di Risio, quella presentata dal ministro dello Sviluppo economico che dovrebbe rilevare lo stabilimento. De Risio, che io come molisano conosco bene, non sta pagando da mesi i suoi dipendenti e non vorremmo che fosse di nuovo una di quelle fregature ai danni dei lavoratori che tante volte abbiamo visto in questi ultimi anni.
Meno di tutti può festeggiare l'Italia, che vede la sua principale azienda privata sganciarsi e alzare i tacchi dopo aver spremuto come un limone lo Stato, senza che nessun governo, né quello precedente né questo, abbiamo mosso o muovano un dito per impedirlo.
La Fiat sta chiudendo stabilimenti uno dopo l'altro per spostarli dove gli conviene: in Polonia la Ypsilon che doveva essere prodotta a Termini Imerese, in Canada la Thema che il governo italiano dovrà comprare, la Irisbus di Avellino e la CNH di Imola hanno già chiuso, la Maserati di Modena seguirà prestissimo. Di nuovi modelli non se ne vedono. Marchionne riesce a riempire le tasche sue e degli azionisti in tutti i modi tranne quello giusto: produrre macchine che funzionano e riuscire a venderle.
Noi dell'Italia dei Valori rispetteremo il voto dei lavoratori di Termini Imerese, ma insisteremo per sapere quali inconfessabili accordi ci siano stati ieri.
Da questo governo ci aspettiamo che rialzi la testa, difenda gli asset produttivi italiani, impedisca la prosecuzione di questa macelleria sociale, restituisca dignità e demcorazia al lavoro e ai lavoratori. Non che prosegua sulla china di Berlusconi e dell'ex ministro Romani
Capisco che i sindacati, anche la Fiom, abbiano dovuto firmare l'accordo perché i lavoratori, abbandonati da tutti, possano almeno essere accompagnati alla pensione. Ma non possiamo fare finta che questo risultato sia positivo per qualcuno, a parte Marchionne e gli azionisti Fiat.
Certo non possono festeggiare i 640 lavoratori che di qui alla pensione, tra sei anni, dovranno cavarsela con circa 460 euro al mese. Poteva andargli pure peggio, ma questa non è una grande consolazione né un modello innovativo di politica sociale e industriale.
Temo che avranno poco da fare festa anche gli operai che resteranno in fabbrica, assunti dalla Dr Motor della famiglia Di Risio, quella presentata dal ministro dello Sviluppo economico che dovrebbe rilevare lo stabilimento. De Risio, che io come molisano conosco bene, non sta pagando da mesi i suoi dipendenti e non vorremmo che fosse di nuovo una di quelle fregature ai danni dei lavoratori che tante volte abbiamo visto in questi ultimi anni.
Meno di tutti può festeggiare l'Italia, che vede la sua principale azienda privata sganciarsi e alzare i tacchi dopo aver spremuto come un limone lo Stato, senza che nessun governo, né quello precedente né questo, abbiamo mosso o muovano un dito per impedirlo.
La Fiat sta chiudendo stabilimenti uno dopo l'altro per spostarli dove gli conviene: in Polonia la Ypsilon che doveva essere prodotta a Termini Imerese, in Canada la Thema che il governo italiano dovrà comprare, la Irisbus di Avellino e la CNH di Imola hanno già chiuso, la Maserati di Modena seguirà prestissimo. Di nuovi modelli non se ne vedono. Marchionne riesce a riempire le tasche sue e degli azionisti in tutti i modi tranne quello giusto: produrre macchine che funzionano e riuscire a venderle.
Noi dell'Italia dei Valori rispetteremo il voto dei lavoratori di Termini Imerese, ma insisteremo per sapere quali inconfessabili accordi ci siano stati ieri.
Da questo governo ci aspettiamo che rialzi la testa, difenda gli asset produttivi italiani, impedisca la prosecuzione di questa macelleria sociale, restituisca dignità e demcorazia al lavoro e ai lavoratori. Non che prosegua sulla china di Berlusconi e dell'ex ministro Romani
CHE COSA DEVE FARE MONTI
Prima di chiedere sacrifici ai cittadini il governo Monti porti in Parlamento una legge del 'buon esempio' che elimini i privilegi della casta e faccia pagare il conto a chi, fino ad oggi, l'ha fatta franca: evasori fiscali e scudati. Sulla volonta' del governo di reintrodurre l'Ici sulla prima casa e' doveroso non richiederla alle fasce sociali piu' deboli. Bisogna prevedere sgravi per i precari, le giovani coppie e per chi possiede un solo appartamento e ha fatto enormi sacrifici per ottenerlo. E' necessaria, invece, una patrimoniale che colpisca i grandi patrimoni, anche quelli immobiliari.
sabato 26 novembre 2011
riccardino pio
Tonight I give you good night, with regards of one my little friend, His name is Riccardino, is a sweetheart of baby. I wish with him a sweet good night to you all friends.....stasera una speciale buonanotte chiedendo scusa a giulia, ma questo video è troppo bello, vi mando la buonanotte, col video di un mio amichetto, lui si chiama riccardino, ed è un tesoro di bimbo. con lui vi dico sogni d'oro a tutti
Povero Berlusconi, ormai la sconfitta lo accompagnerà per il resto dei suoi giorni...
Serie A - Berlusconi deluso, Allegri ora trema
Secondo alcuni organi di stampa, il presidente del Milan sarebbe intenzionato a cambiare allenatore dopo aver assistito alla sconfitta della sua squadra nel match contro il Barcellona, e avrebbe già pensato a sostituire Allegri con un grande ex: Marco Van Basten
Silvio Belrusconi è sempre stato esigente con il suo Milan, e non ne ha mai fatto mistero; ma l'indiscrezione che trapela da alcuni media ha del clamoroso, perché il numero 1 rossonero (tornato, così pare, ad occuparsi a pieno regime delle vicende del Diavolo) non ha affatto gradito lo 'spettacolo 'di San Siro nell'ultimo match di Champions League contro il Barcellona.
Il Milan ha segnato due gol, è vero, ma ne ha subito tre, e nell'arco dei novanta minuti i blaugrana hanno spesso dato dimostrazione di essere superiori. La pericolosità del Barça era risaputa, ma Berlusconi non cerca scusanti e anche di fronte al club più forte del mondo avrebbe voluto vedere un Milan vincente, e comunque diverso da quello visto a San Siro.
"Adesso basta. Questo deve andare via, non va bene" - sarebbe stato lo sfogo di Berlusconi a fine match, almeno secondo quanto sostiene "Dagospia".
Si tratterebbe di Marco Van Basten, che già in passato era stato avvicinato alla panchina del Milan. Fantamercato? Lo sapremo con il tempo, ma una cosa è certa: a Milanello i predecessori di Allegri (nella foto: AP/LaPresse) - da Zaccheroni a Leonardo, passando per Ancelotti - spesso e volentieri hanno dovuto fare i conti con i 'rimproveri' del loro presidente. E quando Berlusconi ha perso la pazienza, sappiamo come è andata a finire. Allegri, insomma, è avvisato...
Eurosport
NEW YORK TIMES SAID GREAT BULLSHITS...AL NEW YORK TIMES LE SPARANO GROSSE
I am not agree with this analysis made by the new york times, we must remember that the euro is much more stronger than U.S. dollar, so the doomsday predictions of the New York newspaper, can to be avoid, cause if it collapses the 'euros. The dollar has already been buried long time before....io non sono daccordo, con questa analisi fatta dal new york times, ricordiamoci che l'euro è molto piu' forte del dollaro americano, quindi le previsioni catastrofiche, il quotidiano di new york, se le puo' risparmiare, perche' se crolla l'euro. Il dollaro è già seppellito da un pezzo — in Cosenza, Italy.
http://www.nytimes.com/2011/11/26/business/global/banks-fear-breakup-of-the-euro-zone.html?_r=1&ref=business
http://www.nytimes.com/2011/11/26/business/global/banks-fear-breakup-of-the-euro-zone.html?_r=1&ref=business
PENSIONI, CONDIVISIBILE L'ANALISI DI, DI PIETRO. NON CI SONO GLI STRUMENTI DI TUTELA CONTRO L'EVASIONE FISCALE DEL DATORE DI LAVORO
L’approccio del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sulle pensioni è
sicuramente serio, e per questo, da subito, dichiariamo cosa
condividiamo e cosa proponiamo di diverso. L’idea condivisibile è un
accesso flessibile dei lavoratori alla pensione, visto che tutto il
sistema delle imprese italiano sta chiedendo di anticipare, con vari
strumenti, l’uscita dei lavoratori dal sistema produttivo. Come avviene,
d’altronde, nei principali Paesi industrializzati d’Europa. Si tratta
di capire cosa significa, in termini di danaro, l’applicazione del
sistema contributivo pro-rata per tutti.
Dalla proposta manca, invece, l’unificazione degli enti previdenziali
e assicurativi, che porterebbe un risparmio strutturale di due miliardi
di euro annui; l’ obbligo del pareggio per le casse speciali
previdenziali; la divisione nel bilancio statale tra assistenza e
previdenza. Mancano, inoltre, gli strumenti civili e penali contro
l’evasione dei contribuiti trattenuti dalle buste paga e non versati
agli enti, che equivalgono a circa 25 miliardi ogni anno. Infine, siamo
favorevoli a mantenere il diritto dei lavoratori, che hanno lavorato 40
anni, di poter accedere alla pensione, indipendentemente dall’età e
chiediamo di abolire, come dice il ministro Fornero, tutte le cosiddette
finestre che hanno artificialmente allungato gli anni di lavoro, non
rivalutando la pensione. Di fronte alla serietà dell’approccio del neo
ministro del welfare, l’Italia dei Valori avanza proposte altrettanto
serie, e per questo ci auguriamo che si apra un dialogo positivo con
questo governo, partendo proprio dall’abolizione dei privilegi della
casta politica.
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