

FRATELLO CHE CONTATTO DI LUSSO QUESTO
On October 7, 1985, four men representing the Palestine Liberation Front (PLF) took control of the liner off Egypt as she was sailing from Alexandria to Port Said.
The hijackers had been surprised by a crew member and acted prematurely. Holding the passengers and crew hostage, they directed the vessel to sail to Tartus, Syria, and demanded the release of 50 Palestinians then in Israeli prisons. After being refused permission to dock at Tartus, the hijackers killed disabled Jewish-American passenger Leon Klinghoffer and then threw his body overboard.[2] The ship headed back towards Port Said, and after two days of negotiations, the hijackers agreed to abandon the liner in exchange for safe conduct and were flown towards Tunisia aboard an Egyptian commercial airliner.
United States President Ronald Reagan ordered that the plane be intercepted by F-14 Tomcats from the VF-74 "BeDevilers" and the VF-103 "Sluggers" of Carrier Air Wing 17, based on the aircraft carrier USS Saratoga[3], on October 10 and directed to land at Naval Air Station Sigonella, a N.A.T.O. base in Sicily, where the hijackers were arrested by the Italians[4] after a disagreement between American and Italian authorities. The other passengers on the plane (including the hijackers' leader, Abu Abbas) were allowed to continue on to their destination,[5] despite protests by the United States. Egypt demanded an apology from the U.S. for forcing the airplane off course.
Italian Prime Minister Bettino Craxi claimed Italian territorial rights over the NATO base. Italian Air Force personnel and Carabinieri lined up facing the United States Navy SEALs which had arrived with two C-141s. Other Carabinieri were sent from Catania to reinforce the Italians. It was the gravest diplomatic crisis between Italy and United States and was resolved five hours later.
The fate of those convicted of the hijacking is varied:
The PLO was sued for its role in the death of Leon Klinghoffer. The $1.5 billion suit was dropped when the PLO paid an undisclosed sum to Klinghoffer's daughters.[2] The family founded the Leon and Marilyn Klinghoffer Memorial Foundation in cooperation with the Anti-Defamation League.[2]
Con Sigonella, Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio, venne meno a una regola imposta dall’Impero Usa agli stati vassalli: l’ossequio del primato dei loro interessi, al di là di qualsiasi principio d’indipendenza. Rifiutando di consegnare i palestinesi ai marine, Craxi osò affermare, invece, il rispetto della sovranità della nazione italiana.
Lunedì 7 ottobre 1985
Un commando palestinese sequestra, nelle acque territoriali egiziane, la nave da crociera italiana Achille Lauro, con 545 persone a bordo, e la dirotta verso la Siria.
Martedì 8 ottobre.
La Siria non permette alla nave di entrare nelle sue acque territoriali. I terroristi uccidono Leon Klinghoffer, americano di origine ebraica. Le autorità statunitensi ricevono la notizia della morte di un cittadino americano.
Mercoledì 9 ottobre.
Con la mediazione dell’Olp, la nave rientra a Porto Said, in Egitto, dove gli ostaggi vengono liberati.
Giovedì 10 Ottobre.
Gli Stati uniti chiedono l’estradizione del commando palestinese al Governo egiziano.
Il Governo italiano tratta con l’Olp la consegna dei quattro dirottatori perché siano giudicati in Italia, considerato che, nel diritto nautico internazionale, una nave è territorio della bandiera che batte.
Il Governo egiziano imbarca su un aereo di bandiera, con l’intenzione di trasportarli in Tunisia i quattro dirottatori, due negoziatori palestinesi, Abu Abbas e Hani el Hassan, nominati da Arafat, un ambasciatore del governo del Cairo ed alcuni elementi del servizio di sicurezza egiziano.
Il Governo tunisino nega all’aereo il permesso di atterrare.
L’aereo viene intercettato all’altezza del Canale di Sicilia da F-14 americani e dirottato.
Il Governo americano chiede a quello italiano il permesso di farlo atterrare nella base NATO di Sigonella, in provincia di Siracusa. Il presidente del Consiglio, Bettino Craxi, concede l’autorizzazione.
Venerdì 11 Ottobre.
h. 0,15 L’aereo atterra a Sigonella. Sulla pista, viene circondato dai soldati italiani: Vam dell’aeronautica e Carabinieri.
h. 0,21 Atterrano due C-141 statunitensi. Scendono, armi in pugno, i militari della Delta Force americana guidati da generale Steiner. Si dirigono verso il Boeing egiziano, fermo sulla pista, e lo circondano a loro volta. Chiedono la consegna dell’aereo e di Abu Abbas, ritenuto il vero capo del commando palestinese (quale effettivamente è).
h. 0,45 Bettino Craxi ordina all’Ammiraglio Fulvio Martini, capo del Sismi, di assumere le operazioni militari per il rispetto della sovranità nazionale italiana. Il ragionamento non fa una piega: il delitto è avvenuto su una nave italiana e i dirottatori si trovano su territorio italiano. E’ l’Italia che deve giudicare i colpevoli. Inoltre, al momento, non esistono prove certe che Abu Abbas sia imputabile del reato.
h. 1,15 Affluiscono nuovi rinforzi militari italiani alla base che circondano a loro volta la Delta Force americana. Si sfiora il conflitto armato fra italiani e americani.
h. 5,30 Gli americani si ritirano. La polizia italiana arresta i 4 dirottatori.
Tarda mattinata L’Ammiraglio Martini arriva a Sigonella. Comincia la trattativa con gli egiziani rimasti a bordo dell’aereo. Si decide di trasferire il Boeing a Ciampino. Martini chiede una scorta di aerei caccia all’aeronautica italiana.
h. 21,30 circa poco dopo essersi alzato in volo il convoglio aereo taliano, decolla da Sigonella, senza preventiva richiesta di autorizzazione, un caccia F-14 della Sesta Flotta americana che cerca di interferire con la rotta della formazione italiana, al fine di dirottare l’aereo egiziano. Non ci riesce.
h. 23,00 circa Il boeing egiziano, sotto scorta dell’aeronautica italiana, atterra a Ciampino. Un secondo aereo militare americano, dichiarando uno stato di emergenza, chiede e ottiene l’autorizzazione all’atterraggio immediato. Atterrato a sua volta, si dispone di traverso sulla pista con la chiara intenzione di impedire qualsiasi ulteriore manovra all’aereo egiziano.
L’Ammiraglio Martini fa sapere al pilota americano che ha cinque minuti di tempo per liberare la pista, dopodichè darà ordine di buttarlo fuori con i bulldozer. Ne passano solo tre: l’F-14 accende i motori e riparte.
La battaglia di Sigonella è finita, vinta dalla Sovranità nazionale italiana…la Repubblica Italiana post bellica: leoni per un giorno.
Questo post è stato pubblicato il 11 giugno 2008 alle 12:17 pm ed è archiviato in Libero pensiero . Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. Puoi lasciare una risposta, o mandare un trackback dal tuo sito.