Dopo la disdetta dei contratti
incontro martedì tra Fiat e sindacatiFiom, Fim e Uil avevano chiesto all'azienda un "incontro urgente" dopo la decisione del Lingotto di estendere il "modello Pomigliano" a tutti gli stabilimenti. Cgil pronta allo sciopero. Marchionne: "Presto nuovi e più moderni accordi per i lavoratori" TORINO - Si terrà all'Unione Industriale di Torino, martedì mattina, alle 10.30, l'incontro tra Fiat e sindacati metalmeccanici dopo la disdetta dei contratti annunciata dall'azienda 1. L'incontro era stato sollecitato da Fim, Uilm, Fismic, Ugl e oggi anche dalla Fiom.
A seguito della decisione comunicata dall'azienda, la Fiom-Cgil aveva chiesto infatti un incontro urgente 3. "Formalizzando sin d'ora il nostro dissenso in relazione a tutte le vostre iniziative di cui alle vostre comunicazioni - si legge nella missiva - a partire dalla lettera del 21 novembre 2011 ed in particolare riguardo all'intenzione comunicata di disdire il Ccnl dei metalmeccanici, siamo a richiedervi un incontro urgente".
Al centro del confronto tra il Lingotto e le organizzazioni dei lavoratori ci sarà quindi l'estensione a tutti gli stabilimenti automobilistici del Gruppo in Italia del cosiddetto accordo di Pomigliano, siglato il 29 dicembre 2010 e fortemente contestato dalla Fiom-Cgil.
Domani, intanto, sarà l'ultimo giorno di produzione piena alla Fiat di Termini Imerese cui seguirà un periodo di cassa integrazione fino al 31 dicembre
data in cui il Lingotto lascerà la Sicilia, gli operai si riuniranno in assemblea davanti i cancelli della fabbrica in entrambi i turni di lavoro (dalle 9.20 alle 11.20 e dalle 14 alle 16). Sarà presente il leader della Fiom Maurizio Landini.
(23 novembre 2011)
milano
Bpm, pc "sottratto" alla Finanza
indagato il senatore Laboccetta (Pdl)
Per il parlamentare l'ipotesi di reato è favoreggiamento per aver sottratto un computer alla perquisizione della società oggetto dell'inchiesta sui finanziamenti facili da parte della Banca popolare di Milano. Anche Corallo nei guai, per false attestazioni di qualifica
Francesco Corallo, titolare di Bplus-Atlantis, la società che aveva ricevuto finanziamenti da Bpm, invece è indagato per false attestazioni di generalità e di qualifica perché aveva sostenuto di essere ambasciatore presso la Fao della Repubblica di Dominica. La parte dell' inchiesta relativa a Laboccetta e Corallo sarà trasferita per ragioni di competenza a Roma. I magistrati considerano il pc un corpo di reato e, nel tentativo di recuperarlo, si rivolgeranno alla Camera, dove Laboccetta dice di averlo portato, per ottenere l'autorizzazione a sequestrarlo.
L'episodio è stato ricostruito in una nota trasmessa ai pm. Le Fiamme Gialle si sono presentate alle 9 di mattina ma sono state inizialmente bloccate fuori dalla porta perchè il titolare di Atlantis ha fatto valere una presunta immunità diplomatica, sostenendo di essere ambasciatore per la Fao in Italia della Repubblica caraibica di Dominica, carica che la stessa Fao ha negato. Dopo di che nell'abitazione-ufficio, mentre già si trovavano Corallo, quattro avvocati e una collaboratrice sudamericana, è arrivato Laboccetta il quale, quando finalmente èstata fatta entrare la Guardia di Finanza, ha impedito il sequestro di un computer portatile e, sostenendo di esserne il proprietario, se l'è portato via senza nemmeno dare il tempo di segnare il codice identificativo.
Sul computer prelevato dal deputato sono state date tre versioni diverse. La prima fornita da Corallo è stata che il pc era della sua collaboratrice. Questa, come risulta dalla ricostruzione delle Fiamme Gialle, avrebbe affermato che era di un'assistente di Laboccetta e alla fine il parlamentare ne ha rivendicato la proprietà.
"Non ho nulla da nascondere, che la Camera voti pure per l'autorizzazione. Sono sereno", ha commentato Laboccetta a Radio 24.




