sabato 7 giugno 2014

circolari miur




CIRCOLARE 1

Graduatorie d’Istituto – Il MIUR concede riserva per PAS, sostegno e SFP, abilitati entro il 31 luglio.

MIUR - Iscrizione con riserva nella II fascia delle graduatorie di istituto per chi si abilita all'insegnamento o si specializza sul sostegno dopo il 23 giugno prossimo, data in cui si chiudono le domande di accesso agli elenchi per le supplenze. Gli interessati, per poter sciogliere la riserva, dovranno poi dimostrare di aver conseguito i titoli necessari entro il 31 luglio 2014.
La misura è contenuta in un decreto firmato oggi dal Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, e consente a chi si abilita all'insegnamento o si specializza per diventare docente di sostegno in tempo per l'inizio del nuovo anno scolastico di poter far valere subito i titoli conseguiti.
Resta confermato il calendario delle lauree e degli esami finali dei percorsi abilitanti previsti dalle università nei mesi di giugno e luglio. Al contempo viene salvaguardata la necessità di chiudere comunque le iscrizioni alle Graduatorie entro il 23 giugno in modo da poter lavorare gli elenchi in tempo utile per un avvio regolare del nuovo anno scolastico


CIRCOLARE 2

Gae – Immissioni in ruolo, le graduatorie non scadranno più

I precari storici sono stati beffati da un provvedimento che rende “immortali” le graduatorie degli inidonei al concorso e pertanto le immissioni in ruolo si baseranno per il 50% dei posti da questi elenchi e per il restante dalla GaE, ma cose c’è alla base di questa scelta? Giada Lo Feudo spiega nell’articolo che segue Carlo Forte.
Monta la protesta dei precari storici, per la decisione del ministero dell’istruzione di continuare a scorrere anche le graduatorie del concorso in vista delle prossime immissioni in ruolo. La diatriba prende le mosse da un decreto emanato dal dicastero di viale Trastevere il 23 maggio scorso (356). Che sembra non fare altro che confermare quello che la legge già dice.




Anche se la lettura potrebbe essere diversa.

Andando con ordine, la legge prevede che per le assunzioni a tempo indeterminato nella scuola prevede il cosiddetto criterio dell’alternanza: metà dei posti disponibili vengono assegnati agli aventi titolo, individuati tramite lo scorrimento della graduatoria del concorso ordinario e l’altra metà agli aventi titolo tratti dalla graduatoria a esaurimento.
Lo scorrimento di entrambe le graduatorie avviene fino a qaundo non vi sono più aspiranti. E solo se una delle due si esaurisce, le immissioni in ruolo vengono disposte scorrendo l’unica graduatoria superstite. Per esempio, se si esaurisce la graduatoria del concorso, il 100% dei posti viene assegnato agli aventi titolo tratti dalla graduatoria a esaurimento. Ma prima di esaurirsi, la graduatoria del concorso deve essere utilizzata interamente, immettendo in ruolo, in via prioritaria, i vincitori del concorso (e cioè gli aspiranti collocati ai vertici della graduatoria di merito in numero pari ai posti messi a concorso). E poi anche gli idonei. Tutto questo è scritto nero su bianco nel testo unico (si vedano gli articoli 399 e 400 del decreto legislativo 297/94). E per sgombrare definitivamente il campo dagli equivoci, il legislatore è intervenuto di recente con un decreto legge, il 101 del 31 agosto scorso, con il quale ha vietato alle amministrazioni di indire nuovi concorsi, se nella graduatoria della precedente selezione vi siano ancora degli idonei rimasti senza assunzione.
Il motivo è intuibile: non ha senso spendere altri soldi pubblici per indire un nuovo concorso, prima che siano state assunte tutte le persone giudicate idonee nella tornata precedente. Tale criterio, peraltro, è stato giudicato legittimo anche dalla giurisprudenza. Che però ha spiegato che il potere di avvalersi dello scorrimento della graduatoria del concorso spetta in via esclusiva all’amministrazione procedente. E che, in ogni caso, se passano molti anni dalla precedente selezione, è legittimo che l’amministrazione proceda all’indizione di un nuovo concorso. Si pensi, per esempio, all’ultimo concorso a cattedra. Che è stato indetto senza attendere il completo esaurimento delle graduatorie del concorso del 2000. Ma è pur vero che erano trascorsi molti anni dal concorso precedente.
Ma la chiave di lettura del decreto potrebbe essere un’altra. La legge dice che se la graduatoria del concorso a cattedra si esaurisce, una volta assegnati tutti i posti delle immissioni in ruolo agli aventi titolo tratti dalla graduatoria a esaurimento, l’anno successivo i posti in più dovrebbero andare agli aspiranti individuati con un nuovo concorso (si veda l’articolo 399, comma 2, del decreto legislativo 297/94). Ma il ministero con la circolare n.21 del 21/8/2013 ha disposto che «i posti disponibili vanno ripartiti al 50% tra le due diverse graduatorie, senza possibilità di recupero dei posti eventualmente assegnati alle graduatorie ad esaurimento negli anni precedenti».Dunque, non solo ha disapplicato una legge, ma lo ha fatto addirittura con una semplice circolare. I docenti attualmente collocati nelle graduatorie dei concorsi, delle discipline per le quali le graduatorie precedenti si erano esaurite, quindi, potrebbero avere gioco facile a farsi assegnare dal giudice, per legge, quello che è stato loro negato dall’amministrazione con circolare.

Questa considerazione potrebbe spiegare la fretta del dicastero di viale Trastevere ad ordinare per decreto lo scorrimento delle graduatorie degli attuali concorsi. Così da prevenire l’insorgenza di soccombenze in giudizio, con annesse condanne al risarcimento dei danni. Milita in favore di questa tesi la constatazione che il decreto è stato emanato all’insaputa dei sindacati.

venerdì 30 maggio 2014

IL CALCIO MISCHIATO CON LA FINANZA, UN MIX LETALE CHE NON HA TARDATO A PRODURRE I SUOI DEVASTANTI EFFETTI

SECONDA PARTE               


IL MIX CALCIO - FINANZA

IL MILAN DI ARRIGO SACCHI E' STATO UN MILAN STELLARE, E DEVASTANTE. CON UN CENTRALE DI TUTTO RISPETTO COME FRANCO BARESI, GIOCATORI COME DONADONI, EVANI, I TRE OLANDESI.... TRITAVA OGNI AVVERSARIO, COSI' COME IL MILAN DEL SUO SUCCESSORE FABIO CAPELLO, PER L'AMOR DI DIO NESSUNO VUOLE LEVARGLI MERITI, MA IN QUESTE SOCIETA', IN CUI SERVIVANO CAPITALI IMMENSI, PER GESTIRE TUTTO. SI NASCONDEVANO QUELLE POLITICHE CHE HANNO ROVINATO IL CALCIO ITALIANO. IN PRIMIS LA COMMISTIONE FINANZA-SPORT, CHE POI PORTERA' AGLI SCANDALI PARMALAT E CIRIO. A CALCIOPOLI.GIA' UNO COME GALLIANI IN LEGA CALCIO, PORTERA' I VIVAI E LE GIOVANILI ITALIANE A CONTARE MENO CHE ZERO. NEL MERCATO DELLA SERIE A. DANDO SEMPRE PRIORITA' A GIOCATORI ED ALLENATORI CHE VENIVANO DA FUORI. IL CALCIO SI E' MANGIATO PARTE DELLE RISORSE DI QUESTO PAESE. METTETE GENTE COME LIGRESTI CHE SI SONO FATTI FUORI IL CATANIA, ROBA RECENTE. IL CALCIO E' DIVENTATO ANCHE UN BUSSINESS PER LA CAMORRA. A NAPOLI PER ESEMPIO.CON IL MILAN SI E' ARRICCHITO ILLECITAMENTE UNO DEGLI UOMINI PIU' CORROTTI DELLA STORIA DI QUESTO PAESE, CHE ATTRAVERSO LA SUA INFLUENZA POI AL PAESE STAVA DANDO IL COLPO DI GRAZIA.  SE NON LO CACCIAVANO VIA. MA AL CALCIO IN GENERALE HANNO FATTO MALE GENTE COME MOGGI, COME GALLIANI, COME CRAGNOTTI, COME TANZI, COME BERLUSCONI, COME GAUCCI. CHE HA FATTO SPARIRE IL PERUGIA. UN TEMPO SQUADRA DA UEFA ADESSO IN SERIE C2 O D. IL VELENO PURTROPPO SI E' SPARSO NEL CALCIO, ED I SUOI EFFETTI LI VEDIAMO OGGI. E LI VEDREMO AL PROSSIMO MONDIALE, QUANDO L'ITALIETTA USCIRA' AL PRIMO TURNO

giovedì 29 maggio 2014

VE LO DICO IN MUSICA

                                                   





DEI RAPPORTI TRA PD E M5S. NON CI METTO BECCO, LO LASCIO AD ALTRI. MI LIMITO A DIRE CHE IL PD ORA LA FINTA OPPOSIZIONE NON CE L'HA PIU' COME NEL VENTENNIO PASSATO, COME QUANDO PD E PDL SI SCAMBIAVANO LA BORRACCIA COME TRA COPPI E BARTALI QUANDO SI SCAMBIAVANO I GOVERNI. DA DIETRO. MA DAVANTI FACEVANO FINTA DI LITIGARE. ACCADEVA QUANDO C'ERA UN ESSERE NON UMANO A CAPO DEL
CENTRO DESTRA. IO PENSO SOLTANTO A TENERE D'OCCHIO IL B. IL QUALE ADESSO E' IN TREMENDA DIFFICOLTA'  ELETTORALE, ORGANIZZATIVA, E FINANZIARIA. NON CI SI PUO' PERMETTERE IL LUSSO DI DISTRARSI, SOPRATUTTO IN VISTA DELLE FUTURE INCHIESTE GIUDIZIARIE, BEN TRE CHE SI AVVIANO ALLA CONCLUSIONE. E' UN TRENO CHE NON PASSERA' PIU' PER CUI L'ATTENZIONE DEVE RESTARE ALTISSIMA. ED ALLA FINE CE LO LEVEREMO DI TORNO

IL DOPO VOTO DI LAURA FERRARA

FORZA ITALIA PARTITO AL TRAMONTO. FONTE HUFFINGTON POST



FORZA ITALIA LA BASE IN RIVOLTA FONTE HUFFINGTON POST


 





La voce di Silvio Berlusconi pare arrivare dall’oltre. Quando l’ex premier si collega in vivavoce da Arcore con lo stato maggiore riunito a San Lorenzo in Lucina, le proiezioni inchiodano Forza Italia al 16 per cento. Il minimo storico dalla discesa in campo, un dato oltre le peggiori previsioni.
Il Capo è provato, consapevole che si tratta della fine di un epoca. Ammette che è un disastro e chiede di spiegare la sconfitta come frutto della sua “assenza” dalla campagna elettorale e come risultato dell’anno più difficile, con la decadenza dal Parlamento e il dramma dei servizi sociali. Anche se, ragionando sui dati, tutti hanno la sensazione che è accaduto qualcosa di più profondo: al Nord Forza Italia si sta estinguendo (poco più di 12 nel Nord Est, poco più di 13 nel Nord Ovest), una parte del suo elettorato si è rifugiato nell’astensione e il marchio Berlusconi non tira più. Più debole nel paese, Forza Italia è più debole anche in Parlamento: “Berlusconi – spiega un azzurro di rango – voleva usare il boom di Grillo per riaprire la trattativa con Renzi su riforme e governo. Ma il boom l’ha fatto Renzi e cambia tutto”.
San Lorenzo in Lucina è un deserto. Sulle pareti le foto dei bei tempi che furono: la discesa in campo, Silvio sorridente coi grandi della terra, l’Aquila, i G8, le folle oceaniche. Ora i corridoi sono vuoti. I pochi big chiusi nelle stanze. Verdini è una maschera di ghiaccio. Ghiaccio, come la temperatura della sua stanza, ben sotto i venti gradi, quasi per tenere freddo il sangue. Arrivano Rotondi, la Polverini, Tajani. “A quanto sta Alfano?” è la domanda che rimbalza nervosamente nel quartier generale berlusconiano. Perché solo il funerale dell’Ncd può consentire di “coprire” il proprio: "Gli elettori - afferma Rotondi per esorcizzare la sconfitta - dicono che il centrodestra italiano è ancora berlusconiano".
L’ingrato compito di affrontare i cronisti viene affidato a Deborah Bergamini, esausta dopo una campagna elettorale con quattro ore di sonno a notte. È lei che dopo il summit telefonico con Berlusconi arriva in sala stampa: “Il risultato - dice - non è esaltante. Ma abbiamo fatto una campagna elettorale con Berlusconi ai box, impossibilitato a muoversi a seguito dell’affido ai servizi sociali e impossibilitato a tenere comizi e a parlare liberamente, ad esempio non ha mai potuto parlare della magistratura. Insomma, è stato un anno orribile, con la condanna ingiusta per Berlusconi e la sua estromissione dal Senato, poi la scissione di Ncd. Alla luce di questo dato non si può dire che sia un risultato negativo per Forza Italia”. In nottata arriva da Arcore anche la dichiarazione fotocopia di Giovanni Toti: “Forza Italia paga pesantemente una campagna elettorale viziata da una decisione che considero gravemente iniqua da parte della magistratura e che ha privato i moderati italiani del loro storico punto di riferimento”.
È questa la linea su cui si attestano le poche dichiarazioni dei big di Forza Italia. Poche, per un partito abituato all’inondazione dei media. Gelmini, Santanché, Romani che parla della necessità di aprire il “cantiere del centrodestra”. Poche e rilasciate quasi come un atto dovuto e senza convinzione. Nella consapevolezza che questa volta sarà difficile spiegare tutto con l’assenza di Berlusconi. A microfoni spenti già trapelano i primi segnali di guerra: “Così moriamo tutti, serve una riflessione”. Raffaele Fitto, unico vincitore di un partito in disfacimento, è pronto a piombare a Roma per chiedere un chiarimento interno, forte della sua valanga di preferenze e dell’ottimo risultato al Sud. Chiarimento politico sulla linea da tenere con Renzi. E organizzativo sulla gestione del partito. Non è il solo. Per mercoledì è prevista una riunione di Berlusconi con tutto lo stato maggiore di Forza Italia. A notte fonda nessuno vede l’alba.

Raf - Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è

                                     





SE CI RENDIAMO CONTO NOI SIAMO SOLI IN FONDO ALL'UNIVERSO NON SIAMO ALTRO CHE PICCOLI FRAMMENTI DI UNO SPAZIO, CHE UNITI FORMANO LA GALASSIA. AL DI LA DEL QUALE C'E' IL NULLA, ED A CUI NOI SIAMO CONDANNATI A DARE UN SENSO