venerdì 30 maggio 2014

IL CALCIO MISCHIATO CON LA FINANZA, UN MIX LETALE CHE NON HA TARDATO A PRODURRE I SUOI DEVASTANTI EFFETTI

SECONDA PARTE               


IL MIX CALCIO - FINANZA

IL MILAN DI ARRIGO SACCHI E' STATO UN MILAN STELLARE, E DEVASTANTE. CON UN CENTRALE DI TUTTO RISPETTO COME FRANCO BARESI, GIOCATORI COME DONADONI, EVANI, I TRE OLANDESI.... TRITAVA OGNI AVVERSARIO, COSI' COME IL MILAN DEL SUO SUCCESSORE FABIO CAPELLO, PER L'AMOR DI DIO NESSUNO VUOLE LEVARGLI MERITI, MA IN QUESTE SOCIETA', IN CUI SERVIVANO CAPITALI IMMENSI, PER GESTIRE TUTTO. SI NASCONDEVANO QUELLE POLITICHE CHE HANNO ROVINATO IL CALCIO ITALIANO. IN PRIMIS LA COMMISTIONE FINANZA-SPORT, CHE POI PORTERA' AGLI SCANDALI PARMALAT E CIRIO. A CALCIOPOLI.GIA' UNO COME GALLIANI IN LEGA CALCIO, PORTERA' I VIVAI E LE GIOVANILI ITALIANE A CONTARE MENO CHE ZERO. NEL MERCATO DELLA SERIE A. DANDO SEMPRE PRIORITA' A GIOCATORI ED ALLENATORI CHE VENIVANO DA FUORI. IL CALCIO SI E' MANGIATO PARTE DELLE RISORSE DI QUESTO PAESE. METTETE GENTE COME LIGRESTI CHE SI SONO FATTI FUORI IL CATANIA, ROBA RECENTE. IL CALCIO E' DIVENTATO ANCHE UN BUSSINESS PER LA CAMORRA. A NAPOLI PER ESEMPIO.CON IL MILAN SI E' ARRICCHITO ILLECITAMENTE UNO DEGLI UOMINI PIU' CORROTTI DELLA STORIA DI QUESTO PAESE, CHE ATTRAVERSO LA SUA INFLUENZA POI AL PAESE STAVA DANDO IL COLPO DI GRAZIA.  SE NON LO CACCIAVANO VIA. MA AL CALCIO IN GENERALE HANNO FATTO MALE GENTE COME MOGGI, COME GALLIANI, COME CRAGNOTTI, COME TANZI, COME BERLUSCONI, COME GAUCCI. CHE HA FATTO SPARIRE IL PERUGIA. UN TEMPO SQUADRA DA UEFA ADESSO IN SERIE C2 O D. IL VELENO PURTROPPO SI E' SPARSO NEL CALCIO, ED I SUOI EFFETTI LI VEDIAMO OGGI. E LI VEDREMO AL PROSSIMO MONDIALE, QUANDO L'ITALIETTA USCIRA' AL PRIMO TURNO

giovedì 29 maggio 2014

VE LO DICO IN MUSICA

                                                   





DEI RAPPORTI TRA PD E M5S. NON CI METTO BECCO, LO LASCIO AD ALTRI. MI LIMITO A DIRE CHE IL PD ORA LA FINTA OPPOSIZIONE NON CE L'HA PIU' COME NEL VENTENNIO PASSATO, COME QUANDO PD E PDL SI SCAMBIAVANO LA BORRACCIA COME TRA COPPI E BARTALI QUANDO SI SCAMBIAVANO I GOVERNI. DA DIETRO. MA DAVANTI FACEVANO FINTA DI LITIGARE. ACCADEVA QUANDO C'ERA UN ESSERE NON UMANO A CAPO DEL
CENTRO DESTRA. IO PENSO SOLTANTO A TENERE D'OCCHIO IL B. IL QUALE ADESSO E' IN TREMENDA DIFFICOLTA'  ELETTORALE, ORGANIZZATIVA, E FINANZIARIA. NON CI SI PUO' PERMETTERE IL LUSSO DI DISTRARSI, SOPRATUTTO IN VISTA DELLE FUTURE INCHIESTE GIUDIZIARIE, BEN TRE CHE SI AVVIANO ALLA CONCLUSIONE. E' UN TRENO CHE NON PASSERA' PIU' PER CUI L'ATTENZIONE DEVE RESTARE ALTISSIMA. ED ALLA FINE CE LO LEVEREMO DI TORNO

IL DOPO VOTO DI LAURA FERRARA

FORZA ITALIA PARTITO AL TRAMONTO. FONTE HUFFINGTON POST



FORZA ITALIA LA BASE IN RIVOLTA FONTE HUFFINGTON POST


 





La voce di Silvio Berlusconi pare arrivare dall’oltre. Quando l’ex premier si collega in vivavoce da Arcore con lo stato maggiore riunito a San Lorenzo in Lucina, le proiezioni inchiodano Forza Italia al 16 per cento. Il minimo storico dalla discesa in campo, un dato oltre le peggiori previsioni.
Il Capo è provato, consapevole che si tratta della fine di un epoca. Ammette che è un disastro e chiede di spiegare la sconfitta come frutto della sua “assenza” dalla campagna elettorale e come risultato dell’anno più difficile, con la decadenza dal Parlamento e il dramma dei servizi sociali. Anche se, ragionando sui dati, tutti hanno la sensazione che è accaduto qualcosa di più profondo: al Nord Forza Italia si sta estinguendo (poco più di 12 nel Nord Est, poco più di 13 nel Nord Ovest), una parte del suo elettorato si è rifugiato nell’astensione e il marchio Berlusconi non tira più. Più debole nel paese, Forza Italia è più debole anche in Parlamento: “Berlusconi – spiega un azzurro di rango – voleva usare il boom di Grillo per riaprire la trattativa con Renzi su riforme e governo. Ma il boom l’ha fatto Renzi e cambia tutto”.
San Lorenzo in Lucina è un deserto. Sulle pareti le foto dei bei tempi che furono: la discesa in campo, Silvio sorridente coi grandi della terra, l’Aquila, i G8, le folle oceaniche. Ora i corridoi sono vuoti. I pochi big chiusi nelle stanze. Verdini è una maschera di ghiaccio. Ghiaccio, come la temperatura della sua stanza, ben sotto i venti gradi, quasi per tenere freddo il sangue. Arrivano Rotondi, la Polverini, Tajani. “A quanto sta Alfano?” è la domanda che rimbalza nervosamente nel quartier generale berlusconiano. Perché solo il funerale dell’Ncd può consentire di “coprire” il proprio: "Gli elettori - afferma Rotondi per esorcizzare la sconfitta - dicono che il centrodestra italiano è ancora berlusconiano".
L’ingrato compito di affrontare i cronisti viene affidato a Deborah Bergamini, esausta dopo una campagna elettorale con quattro ore di sonno a notte. È lei che dopo il summit telefonico con Berlusconi arriva in sala stampa: “Il risultato - dice - non è esaltante. Ma abbiamo fatto una campagna elettorale con Berlusconi ai box, impossibilitato a muoversi a seguito dell’affido ai servizi sociali e impossibilitato a tenere comizi e a parlare liberamente, ad esempio non ha mai potuto parlare della magistratura. Insomma, è stato un anno orribile, con la condanna ingiusta per Berlusconi e la sua estromissione dal Senato, poi la scissione di Ncd. Alla luce di questo dato non si può dire che sia un risultato negativo per Forza Italia”. In nottata arriva da Arcore anche la dichiarazione fotocopia di Giovanni Toti: “Forza Italia paga pesantemente una campagna elettorale viziata da una decisione che considero gravemente iniqua da parte della magistratura e che ha privato i moderati italiani del loro storico punto di riferimento”.
È questa la linea su cui si attestano le poche dichiarazioni dei big di Forza Italia. Poche, per un partito abituato all’inondazione dei media. Gelmini, Santanché, Romani che parla della necessità di aprire il “cantiere del centrodestra”. Poche e rilasciate quasi come un atto dovuto e senza convinzione. Nella consapevolezza che questa volta sarà difficile spiegare tutto con l’assenza di Berlusconi. A microfoni spenti già trapelano i primi segnali di guerra: “Così moriamo tutti, serve una riflessione”. Raffaele Fitto, unico vincitore di un partito in disfacimento, è pronto a piombare a Roma per chiedere un chiarimento interno, forte della sua valanga di preferenze e dell’ottimo risultato al Sud. Chiarimento politico sulla linea da tenere con Renzi. E organizzativo sulla gestione del partito. Non è il solo. Per mercoledì è prevista una riunione di Berlusconi con tutto lo stato maggiore di Forza Italia. A notte fonda nessuno vede l’alba.

Raf - Siamo soli nell'immenso vuoto che c'è

                                     





SE CI RENDIAMO CONTO NOI SIAMO SOLI IN FONDO ALL'UNIVERSO NON SIAMO ALTRO CHE PICCOLI FRAMMENTI DI UNO SPAZIO, CHE UNITI FORMANO LA GALASSIA. AL DI LA DEL QUALE C'E' IL NULLA, ED A CUI NOI SIAMO CONDANNATI A DARE UN SENSO

mercoledì 28 maggio 2014

IL RITMO DI VICTOR

PRIMA DI VICTOR
e all'improvviso durante una festa apparve all'orizzonte una figura con una maglietta a strisce orizzontali bianco nere. Non era Juventino lui era Victor che approfittava dell'assenza di ballerine per contorcersi in lap dance nel mezzo della pista da ballo