http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/lega-boso-sono-razzista-cecile-kyenge-deve-tornare-in-congo/230920/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/02/08/di-pietro-contro-boso-non-ho-mai.html
questo signore... si è beccato una condanna per avere accusato a di pietro della laurea falsa... questi soggetti non si smentiscono mai.... ora ci prova con la ministra... io ripudio il razzismo in tutte le sue forme.. comunque all'interno del video, l'interlocutore lo ha risposto a dovere...
sabato 4 maggio 2013
Cécile Kyenge Kashetu
La ministra che proviene dall'africa, e' la migliore cosa di questo governo, mi fa piacere che sia letta che alfano lo hanno detto. adesso serve abrogare quella brutta legge quale e' la bossi fini. bisogna alleviare le sofferenze della gente che vengono dall'africa, perche' non c'e' niente di peggio che vedere bimbi africani in condizioni di malnutrizione, noi in occidente non siamo stati in grad...o di risolvere il problema, invece di mandare cibo, soldi, materiale per case e scuole. andiamo in questi paesi solo militarmente. a buttare bombe, non lo abbiamo risolto il problema anzi, aggravato. ringrazio il cielo che ci sono le organizzazioni umanitarie, che operano li. loro sanno come sta quella gente. qui da noi si vive nel consumismo piu' totale, buttiamo il mangiare nella pattumiera, riempiamo le strade di rifiuti. il nostro MENEFREGHISMO non ha limiti. a me spessissimo giovani africani chiedono aiuto. e non potere fare niente. mi fa sentire colpevole, e parte di questo mondo occidentale egoista!
The minister Cécile Kyenge Kashetu who came from Africa, is the best thing of this government, I'm glad thatboth letta and Alfano confirm that. now need to canceled that bad law which is the Bossi-Fini. need to alleviate the suffering of people who are coming from Africa, 'ause there's nothing worse than seeing African children in conditions of malnutrition, we in the West of the world we have not been able to solve the problem, instead of sending food, money , material for homes and schools. we go to these countries only militarily. to throw bombs, we have not solved the problem indeed, problen are aggravated. I thank heaven that there are humanitarian organizations that operate there. they know conditions of those people. here we are living in the most consumerism total, throw the food in the trash, fill the streets of waste. our indifference has no limits. often young Africans asking me for help. and i'm not being able to do anything. it makes me feel guilty and selfish western part of this world!
Fassina e Renzi giocano a prendere in giro gli elettori
Renzi e Fassina Adesso dicono no a Berlusconi presidente della bicamerale, quando fino all'altro giorno lo hanno sostenuto, Ipocrisia allo stato puro.... piu' irritante delle stesse ortiche
venerdì 11 gennaio 2013
venerdì 28 dicembre 2012
FORZA ITALIA, BERLUSCONI, DELL'UTRI, MANGANO, COSA NOSTRA
IL MISTERO FITTO DELLA TRATTATIVA STATO MAFIA,
IL COINVOLGIMENTO DI BERLUSCONI E DELL'UTRI NELLE TRATTATIVE CON COSA
NOSTRA, LA CORRUZIONE IN PARLAMENTO. CE NE SAREBBE DI CARNE AL FUOCO,
COMUNQUE, QUESTE VICENDE SECONDO ME SONO STRETTAMENTE CONNESSE
MAFIA-TANGENTI-CORRUZIONE POLITICA, SONO COSE CHE VENIRONO FUORI ANCHE
DALL'INDAGINE CHE TONINO Antonio Di Pietro AVVIO' A MILANO NEL 92 SI COMINCIARONO A SCOPERCHIARE GLI ALTARINI, TRA CORRUZIONE, LA PRIMA REPUBBLICA E' STATA CHIUSA IN MODO DAVVERO FORZATO, E PRESTO ANCHE LA SECONDA CONOSCERA' LA FINE
le stragi in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino, mi scioccarono, ed ancora oggi ricordandole mi torna quel profondo sentimento di odio nei confronti della mafia "camorra, ndrangheta, cosa nostra" , un organizzazione terroristica, che ancora oggi uccide, distrugge l'economia, in calabria porta gli imprenditori all'esasperazione, ... si infiltra nelle amministrazioni e negli enti locali... come è successo a reggio ed in altre comuni in calabria. una mafia che ha ucciso anche quì, il caso del giudice antonino scopelliti, .... la mafia è come un mostro a sette teste... se una testa si infila nella politica, l'altra è capace di infilarsi negli appalti, nell'edilizia... fino ad allargare il suo raggio di influenza, di controllo delle attività illecite nel territorio
mettendo da parte queste vicende, ciò che mi preme sapere. è il coinvolgimento di berlusconi e dell'utri nelle stragi del 92 falcone e borsellino, e quelle del 93 firenze roma, e milano, e come mai poi le bombe si sono interrotte, ma preme anche sapere delle la trattative dirette di toto' riina con i due che ho menzionato sopra, la nascita di forza italia. nella mente del boss c'era anche un progetto politico, chiamato cosa nuova, o lega sud... per entrare in politica... e fare i suoi interessi in parlamento. come se non bastasse che nello stato c'erano i servizi deviati, tipo quelli del sisde, che anzichè fare indagini per conto dello stato le depistavano. gente chiaramente dalla coscienza sporca
C’è un punto fermo: per i fatti più gravi che hanno segnato quel periodo – le stragi del 1992 in cui sono morti Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le loro scorte; e le tre stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma – sono stati condannati come esecutori e mandanti gli uomini di Cosa nostra. Ma chi ha indagato per anni sulla transizione del 1992-93 ha formulato un’ipotesi a: Cosa nostra da sola ha progettato e realizzato lestragi; e un’ipotesi b: vi sono altre forze dietro quella strategia, esistono «mandanti a volto coperto» o comunque altre entità che avevanointeressi convergenti con quelli di Cosa nostra. L’ipotesi b, inevitabilmente, preso atto dei racconti arrivati da chi havissuto quella stagione all’interno di Cosa nostra, è diventata ipotesi B: B come Berlusconi. Silvio Berlusconi, con Marcello Dell’Utri, è stato indagato nelle inchieste sui «mandanti a volto coperto» ed è di fatto tuttora indagato (malgrado la sua propaganda dica di no) a Palermo e a Firenze. Ecco dunque la storia di quegli anni, i fatti accertati, le questioni irrisolte. Raccontiamolo come il plot di un grande thriller. Senza certezze, ma con molti fatti inquietanti.
Nel febbraio 1992 uno sconosciuto magistrato della Procura di Milano, Antonio Di Pietro, avvia una inchiesta sulla corruzione politica, a cuidà il nome di Mani pulite. Dopo qualche mese, è una valanga. Per episodi di corruzione sono posti sotto inchiesta centinaia di politici, amministratori, imprenditori, i maggiori leader dei partiti, una decina di ex ministri della Repubblica, quattro ex presidenti del Consiglio. Il Parlamento è delegittimato da decine di avvisi di garanzia. L’intero sistema dei partiti è scosso. In un paio di anni il volto della politica italiana cambia completamente.
Cosa nostra che, compiuto il salto di campo, ha cominciato a collaborare con lo Stato, la Fininvest era tra questi soggetti. Aveva da lungo tempo un rapporto con Cosa nostra: dagli anni in cui Vittorio Mangano si era installato ad Arcore, a casa di Berlusconi. La Fininvest dava regolarmente dei soldi a Cosa nostra, forse per la «protezione» delle antenne televisive in Sicilia: una cifra attorno ai 200 milioni all’anno, secondo quanto racconta Cancemi. Ma tra il 1990 e il 1991, quando Cosa nostra decide di «cambiare pelle», Riina ordina a Cancemi di comunicare a Mangano che deve farsi da parte: di Berlusconi vuole occuparsi personalmente. Cancemi esegue: «Incontrando a Vittorio Mangano ci dissi: (...) Vittorio, senti qua, tu mi devi fare una cortesia, senza che mi fai nessuna domanda, mi devi fare una cortesia: tu questi persone, Berlusconi, Dell’Utri, li devi lasciare stare, che Salvatore Riina se l’ha messo nelle mani lui, perchémi disse che è un bene per tutta Cosa nostra, quindi non mi fare altre domande, non mi dire niente
la Fininvest era interessata a fare affari nel centro storico di Palermo. Racconta Cancemi: «Riina mi ha mandato a chiamare e mi disse che c’era la Fininvest, appunto di Berlusconi, Dell’Utri, che era interessata a comprare tutta la zona vecchia di Palermo. Ioc’ho detto: Va bene». Dagli affari è facile passare alla politica: «Quindi, io vi posso dire queste cose che io ho vissuto direttamente; vi posso dire che il Riina Salvatore a me mi diceva che lui si incontrava, si... con queste persone. Questo, diciamo, quello che... quello che ho capito io e quello che ho vissuto io direttamente, che Riina, diciamo, aveva queste persone nelle mani (...).Lui parlava sempre di queste cose. ’Nfino un qualche quindici giorni prima di... che l’arrestassero. (...) L’obiettivi erano di fare, appunto, modificare delle leggi e di fare cambiare questa legge sui pentiti (...) C’erano altre cose pure di... il 41 bis. Insomma, si parlava di tutte queste cose, diciamo, che lui stava portando avanti. (...) Quando si andava nell’argomento di cambiare queste cose, queste regole, specialmente sui pentiti, sul 41 bis e tutte queste cose, lui tirava in mezzo queste persone, diceva: Noi queste persone li dobbiamo garantire, queste persone ci dobbiamo stare vicino, che questi sono quelli che a noi ci devono portare del bene».
Dell’Utri, intanto, sta già pensando alla nascita di un nuovo partito. Lo racconta Ezio Cartotto, politico democristiano che a metà degli anni Ottanta teneva corsi di formazione per i manager di Publitalia, l’azienda che raccoglieva pubblicità per le reti Fininvest: «Nel maggio-giugno 1992 sono stato contattato da Marcello Dell’Utri perché lo stesso voleva coinvolgermi in un progetto da lui caldeggiato. In particolare Dell’Utri sosteneva la necessità che, di fronte al crollo degli ordinari referenti politici del gruppo Fininvest, il gruppo stesso entrasse in politica per evitare che una affermazione delle sinistre potesse portare prima a un ostracismo e poi a gravi difficoltà per il gruppo Berlusconi». Forza Italia uscirà allo scoperto solo nel 1994, ma Dell’Utri era al lavoro, sotterraneamente, già dalla primavera 1992, per vincere prima di tutto l’opposizione al progetto-partito interna alla Fininvest (tra gli oppositori, Maurizio Costanzo).
CAPITE UN PO'? LEGGETE IL TESTO INTEGRALE GIU'... IO QUESTO QUI' L'HO INTEGRATO CON MIE OPINIONI, MA LEGGENDO TUTTO CI SI FA UNA MIGLIORE IDEA. DI QUANTO E' SUCCESSO IN ITALIA NEGLI ULTIMI 20 ANNI
http://www.lavalledelleco.net/t1520-il-legame-tra-berlusconi-e-le-stragi-di-falcone-e-borsellino
http://www.lavalledelleco.net/t1520-il-legame-tra-berlusconi-e-le-stragi-di-falcone-e-borsellino
le stragi in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino, mi scioccarono, ed ancora oggi ricordandole mi torna quel profondo sentimento di odio nei confronti della mafia "camorra, ndrangheta, cosa nostra" , un organizzazione terroristica, che ancora oggi uccide, distrugge l'economia, in calabria porta gli imprenditori all'esasperazione, ... si infiltra nelle amministrazioni e negli enti locali... come è successo a reggio ed in altre comuni in calabria. una mafia che ha ucciso anche quì, il caso del giudice antonino scopelliti, .... la mafia è come un mostro a sette teste... se una testa si infila nella politica, l'altra è capace di infilarsi negli appalti, nell'edilizia... fino ad allargare il suo raggio di influenza, di controllo delle attività illecite nel territorio
mettendo da parte queste vicende, ciò che mi preme sapere. è il coinvolgimento di berlusconi e dell'utri nelle stragi del 92 falcone e borsellino, e quelle del 93 firenze roma, e milano, e come mai poi le bombe si sono interrotte, ma preme anche sapere delle la trattative dirette di toto' riina con i due che ho menzionato sopra, la nascita di forza italia. nella mente del boss c'era anche un progetto politico, chiamato cosa nuova, o lega sud... per entrare in politica... e fare i suoi interessi in parlamento. come se non bastasse che nello stato c'erano i servizi deviati, tipo quelli del sisde, che anzichè fare indagini per conto dello stato le depistavano. gente chiaramente dalla coscienza sporca
C’è un punto fermo: per i fatti più gravi che hanno segnato quel periodo – le stragi del 1992 in cui sono morti Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e le loro scorte; e le tre stragi del 1993 a Firenze, Milano e Roma – sono stati condannati come esecutori e mandanti gli uomini di Cosa nostra. Ma chi ha indagato per anni sulla transizione del 1992-93 ha formulato un’ipotesi a: Cosa nostra da sola ha progettato e realizzato lestragi; e un’ipotesi b: vi sono altre forze dietro quella strategia, esistono «mandanti a volto coperto» o comunque altre entità che avevanointeressi convergenti con quelli di Cosa nostra. L’ipotesi b, inevitabilmente, preso atto dei racconti arrivati da chi havissuto quella stagione all’interno di Cosa nostra, è diventata ipotesi B: B come Berlusconi. Silvio Berlusconi, con Marcello Dell’Utri, è stato indagato nelle inchieste sui «mandanti a volto coperto» ed è di fatto tuttora indagato (malgrado la sua propaganda dica di no) a Palermo e a Firenze. Ecco dunque la storia di quegli anni, i fatti accertati, le questioni irrisolte. Raccontiamolo come il plot di un grande thriller. Senza certezze, ma con molti fatti inquietanti.
Nel febbraio 1992 uno sconosciuto magistrato della Procura di Milano, Antonio Di Pietro, avvia una inchiesta sulla corruzione politica, a cuidà il nome di Mani pulite. Dopo qualche mese, è una valanga. Per episodi di corruzione sono posti sotto inchiesta centinaia di politici, amministratori, imprenditori, i maggiori leader dei partiti, una decina di ex ministri della Repubblica, quattro ex presidenti del Consiglio. Il Parlamento è delegittimato da decine di avvisi di garanzia. L’intero sistema dei partiti è scosso. In un paio di anni il volto della politica italiana cambia completamente.
Cosa nostra che, compiuto il salto di campo, ha cominciato a collaborare con lo Stato, la Fininvest era tra questi soggetti. Aveva da lungo tempo un rapporto con Cosa nostra: dagli anni in cui Vittorio Mangano si era installato ad Arcore, a casa di Berlusconi. La Fininvest dava regolarmente dei soldi a Cosa nostra, forse per la «protezione» delle antenne televisive in Sicilia: una cifra attorno ai 200 milioni all’anno, secondo quanto racconta Cancemi. Ma tra il 1990 e il 1991, quando Cosa nostra decide di «cambiare pelle», Riina ordina a Cancemi di comunicare a Mangano che deve farsi da parte: di Berlusconi vuole occuparsi personalmente. Cancemi esegue: «Incontrando a Vittorio Mangano ci dissi: (...) Vittorio, senti qua, tu mi devi fare una cortesia, senza che mi fai nessuna domanda, mi devi fare una cortesia: tu questi persone, Berlusconi, Dell’Utri, li devi lasciare stare, che Salvatore Riina se l’ha messo nelle mani lui, perchémi disse che è un bene per tutta Cosa nostra, quindi non mi fare altre domande, non mi dire niente
la Fininvest era interessata a fare affari nel centro storico di Palermo. Racconta Cancemi: «Riina mi ha mandato a chiamare e mi disse che c’era la Fininvest, appunto di Berlusconi, Dell’Utri, che era interessata a comprare tutta la zona vecchia di Palermo. Ioc’ho detto: Va bene». Dagli affari è facile passare alla politica: «Quindi, io vi posso dire queste cose che io ho vissuto direttamente; vi posso dire che il Riina Salvatore a me mi diceva che lui si incontrava, si... con queste persone. Questo, diciamo, quello che... quello che ho capito io e quello che ho vissuto io direttamente, che Riina, diciamo, aveva queste persone nelle mani (...).Lui parlava sempre di queste cose. ’Nfino un qualche quindici giorni prima di... che l’arrestassero. (...) L’obiettivi erano di fare, appunto, modificare delle leggi e di fare cambiare questa legge sui pentiti (...) C’erano altre cose pure di... il 41 bis. Insomma, si parlava di tutte queste cose, diciamo, che lui stava portando avanti. (...) Quando si andava nell’argomento di cambiare queste cose, queste regole, specialmente sui pentiti, sul 41 bis e tutte queste cose, lui tirava in mezzo queste persone, diceva: Noi queste persone li dobbiamo garantire, queste persone ci dobbiamo stare vicino, che questi sono quelli che a noi ci devono portare del bene».
Dell’Utri, intanto, sta già pensando alla nascita di un nuovo partito. Lo racconta Ezio Cartotto, politico democristiano che a metà degli anni Ottanta teneva corsi di formazione per i manager di Publitalia, l’azienda che raccoglieva pubblicità per le reti Fininvest: «Nel maggio-giugno 1992 sono stato contattato da Marcello Dell’Utri perché lo stesso voleva coinvolgermi in un progetto da lui caldeggiato. In particolare Dell’Utri sosteneva la necessità che, di fronte al crollo degli ordinari referenti politici del gruppo Fininvest, il gruppo stesso entrasse in politica per evitare che una affermazione delle sinistre potesse portare prima a un ostracismo e poi a gravi difficoltà per il gruppo Berlusconi». Forza Italia uscirà allo scoperto solo nel 1994, ma Dell’Utri era al lavoro, sotterraneamente, già dalla primavera 1992, per vincere prima di tutto l’opposizione al progetto-partito interna alla Fininvest (tra gli oppositori, Maurizio Costanzo).
CAPITE UN PO'? LEGGETE IL TESTO INTEGRALE GIU'... IO QUESTO QUI' L'HO INTEGRATO CON MIE OPINIONI, MA LEGGENDO TUTTO CI SI FA UNA MIGLIORE IDEA. DI QUANTO E' SUCCESSO IN ITALIA NEGLI ULTIMI 20 ANNI
http://www.lavalledelleco.net/t1520-il-legame-tra-berlusconi-e-le-stragi-di-falcone-e-borsellino
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mercoledì 28 novembre 2012
EMERGENZA SCUOLA
l'altra
sera al convegno cgil abbiamo discusso, in modo approfondito dei
problemi della scuola, con i problemi della gelmini prima e di fioroni
poi, diciamo che le nostre scuole hanno subito un forte
ridimensionamento. come ho gia detto l'altro giorno, aumento di ore di
lezione, mancato riassorbimento dei precari, i vecchi che non vanno in
pensione, eccetera eccetera. in sintesi cosa si propone il sindacato lavoratori della conoscenza. per combattere sopratutto
l'abbandono, sin dalle scuole medie, sopratutto in regioni come
campania, calabria e sicilia. ci si propone innanzitutto di alzare il
livello di istruzione a 18 anni, poi il docente deve tornare la figura
centrale, deve essere valorizzato. si deve ripartire da chi nella scuola
ci lavora. e da ciò bisogna rinnovare il contratto nazionale del
lavoro. invertire queste politiche di disinvestimento. e cercare di
tornare ad investire nella scuola, che rappresenta il nostro futuro.
come si diceva, la riforma gelmini, non ha funzionato, c'è stato un
massacro delle regole, sono entrate in vigore molti mesi dopo le
iscrizioni. si è proseguito senza le classi di concorso, le
sperimentazioni sono state buttate a mare, e sopratutto l'abbandono
della scuola, contribuisce in modo significativo all'esclusione dello
studente dalla vita sociale. secondo le previsioni soltanto un impiego
su dieci, sarà alla portata di chi lavora. noi abbiamo il primato
europeo di giovani che non lavorano, e non studiano..e sono oltre due
milioni, un'emergenza che è destinata ad aggravarsi, a causa del
precedente governo berlusconi, dicevo abbassamento dell'età dell'obbligo
scolastico, i tagli. L'eurostat conferma che i ragazzi italiani tra i
20 ed i 24 anni in possesso di un diploma sono 73 su 100, per cui
diventa essenziale l'innalzamento dell'obbligo scolastico, al fine di
dare un accellerazione al nostro sviluppo.. in altri paesi europei
l'obbligo di istruzione è stato innalzato, e anche di parecchio, le
statistiche dicono, che entro il 2020, almeno il 40 per cento dei
giovani, dovrà avere un diploma, qui da noi si lascia la scuola senza
avere competenze specifiche per il mercato del lavoro, bisogna:
-garantire unitarietà del percorso scolastico, almeno fino ai 18 anni in un percorso imperniato sulle discipline comuni;
-Parità dei percorsi;
-continuità spaziale e temporale;
-sopprimere la ripetizione dell'anno che è inefficace;
- evitare scelte precoci
-allocare i finanziamenti in funzione dei bisogni degli alunni e investire a livello di scuola di infanzia
Bisogna dare oltretutto spazio alle scuole professionali, per dare modo a chi non vuole studiare di imparare un mestiere, con una forte governance nazionale del sistema educativo. ci vuole oltretutto una programmazione dell'offerta formativa e la formazione di istituti polivalenti, istituti con piu' indirizzi basati su programmazione, di ambito territoriale su rete scolastica, come ho detto prima, diminuire le classi pollaio, con un massimo di 25 alunni, aumentare le ore di laboratorio, attrezzare gli istituti con piu' computers ed altre attrezzature didattiche, dare una nuova professionalità ai docenti, che con il blocco dei contratti si è andata eliminando, un profilo unitario dei docenti che preveda percorsi fortemente differenziati. poi serve modularità nelle organizzazioni delle ore di lezione, organizzazione dei percorsi di studio, poi ristrutturare gli istituti, sopratutto per il rischio sismico... con un piano straordinario di interventi, piu' finanziamenti alle scuole pubbliche e meno a quelle private. bisogna eliminare gli orientamenti della gelmini che miravano soltanto a tutelare la scuola pubblica, poi bisogna dare piu' fondi, per le ore eccedenti, per le supplenze, l'indennità di funzione e di reggenze. poi bisogna dare un tetto al dimensionamento delle scuole, perche' si prevede che dall'anno prossimo ogni scuola sarà sopra i mille studenti. abbiamo il rischio che un preside si occupi di piu' scuole come per esempio istituzioni dei due cicli, che hanno meno di 600 alunni affidate ad altri dirigenti scolastici. cercare di dare centralità di nuovo al personale ata, non ricorrendo piu' ad imprese di pulizia esterna... ma per fare una cosa del genere occorrerebbe sopratutto disporre delle risorse della legge 440/97, oggi ridotte al lumicino ..... ... qui' si rischia, andando su questa strada, la fine del diritto allo studio, con il conseguente disimpegno dello stato, e una disparità incolmabile tra scuole pubbliche e private... a tutto questo occorre porre rimedio, riformando la scuola dalla testa ai piedi...
Caputo Luca
-garantire unitarietà del percorso scolastico, almeno fino ai 18 anni in un percorso imperniato sulle discipline comuni;
-Parità dei percorsi;
-continuità spaziale e temporale;
-sopprimere la ripetizione dell'anno che è inefficace;
- evitare scelte precoci
-allocare i finanziamenti in funzione dei bisogni degli alunni e investire a livello di scuola di infanzia
Bisogna dare oltretutto spazio alle scuole professionali, per dare modo a chi non vuole studiare di imparare un mestiere, con una forte governance nazionale del sistema educativo. ci vuole oltretutto una programmazione dell'offerta formativa e la formazione di istituti polivalenti, istituti con piu' indirizzi basati su programmazione, di ambito territoriale su rete scolastica, come ho detto prima, diminuire le classi pollaio, con un massimo di 25 alunni, aumentare le ore di laboratorio, attrezzare gli istituti con piu' computers ed altre attrezzature didattiche, dare una nuova professionalità ai docenti, che con il blocco dei contratti si è andata eliminando, un profilo unitario dei docenti che preveda percorsi fortemente differenziati. poi serve modularità nelle organizzazioni delle ore di lezione, organizzazione dei percorsi di studio, poi ristrutturare gli istituti, sopratutto per il rischio sismico... con un piano straordinario di interventi, piu' finanziamenti alle scuole pubbliche e meno a quelle private. bisogna eliminare gli orientamenti della gelmini che miravano soltanto a tutelare la scuola pubblica, poi bisogna dare piu' fondi, per le ore eccedenti, per le supplenze, l'indennità di funzione e di reggenze. poi bisogna dare un tetto al dimensionamento delle scuole, perche' si prevede che dall'anno prossimo ogni scuola sarà sopra i mille studenti. abbiamo il rischio che un preside si occupi di piu' scuole come per esempio istituzioni dei due cicli, che hanno meno di 600 alunni affidate ad altri dirigenti scolastici. cercare di dare centralità di nuovo al personale ata, non ricorrendo piu' ad imprese di pulizia esterna... ma per fare una cosa del genere occorrerebbe sopratutto disporre delle risorse della legge 440/97, oggi ridotte al lumicino ..... ... qui' si rischia, andando su questa strada, la fine del diritto allo studio, con il conseguente disimpegno dello stato, e una disparità incolmabile tra scuole pubbliche e private... a tutto questo occorre porre rimedio, riformando la scuola dalla testa ai piedi...
Caputo Luca
domenica 4 novembre 2012
AT 2 DAYS FROM THE VOTE... THE PLANS OF ROMNEY ARE THE LESS INDICATED FOR AMERICA
making a summary of the political situation overseas, we are only at two days for the election day that will determine the next president, between obama and romney, since I am confident that united states need more free health care, free education paid by the Government, and more welfare for families. Capitalism does not provide to all these things. cause with capitalism families have to pay the bills salt of the universities, private schools, insurances, healtcare. Romney as businessman a. is just the least appropriate to do this ... he is the candidate preferred by the lobbies of banks and insurance companies. he said the other day, that there are 47% of Americans who expect the state will provide for them for the home, for healthcare services, school, people fall from the clouds ... I am informed by friends overseas, families, they are tired of all these expenses, is not easy find annual tuition of $ 30.000 for colleges, but that 30,000 $ should be also 40,000 $ 50,000 $ etc. if we continue on this way our economies could really collapse, the policies that the United States should implement, should be for example being more attentive to the problems of the people. less money for wars and military actions, a lot of money invested in the jobs, because cause it's the way to take. not have to prove anything to anybody, much less to be a superpower. I think obama is the most adapt for those policies for solve the various problemsI listed. we'll see who wins
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