giovedì 8 marzo 2012

LIBERARE MONTI, OSTAGGIO DI BERLUSCONI


Se non si risolve il problema del conflitto di interessi di Berlusconi, questo e qualsiasi altro governo sarà sempre ostaggio delle convenienze del gruppo economico dell’ex premier. La vicenda di oggi è chiara: Alfano decide di non partecipare all’incontro con Monti, perché sul tappetto c’è tutta la vicenda della Rai. Visto che il Cda della rete pubblica scadrà il 28 marzo, c’è tutta l’intenzione, da parte dei lobbisti di Arcore, di procrastinare le cose magari fino alla fine della legislatura.


Mentre l’esigenza è quella di rinnovare non solo il Cda, ma l’intera governance della Rai, restituendola al suo ruolo naturale di servizio pubblico e non a mero contenitore in balia dei politici di turno, come negli ultimi anni è capitato. Proprio per questo bisogna superare l’anomalia per la quale l’azionista del servizio pubblico è il Ministero dell’Economia e occorre coinvolgere gli utenti nella governance dell'azienda attraverso un Consiglio per le Comunicazioni audiovisive, i cui membri dovrebbero essere in maggioranza nominati dalla società civile.


E ancora, prevedere la nomina dei vertici mediante concorsi pubblici in base a criteri di professionalità, competenza nel campo radiotelevisivo ed indipendenza. Infine dare la possibilità agli abbonati Rai di collaborare tramite modalità interrattive di controllo e di valutazione (magari utilizzando piattaforme web ad hoc). 
Ma Monti è ostaggio del conflitto di interessi di Berlusconi e per questo fa l’agnello sui temi scomodi a Mediaset, ma riesce a trovare un coraggio da leone quando c'è da attaccare i diritti di milioni di lavoratori, con l’abolizione dell’Articolo 18.


La Rai non solo è un bene comune, ma bene primario. Per questo, come cittadini e utenti, non possiamo tacere e dobbiamo reagire. Questa è l’occasione giusta. Per eliminare l’influenza dei partiti nel servizio pubblico e per riportare la democrazia dell’informazione ai livelli degli altri Paesi europei.


Così libereremo Monti dall’abbraccio mortale del conflitto di interessi.

mercoledì 7 marzo 2012

Ministro Fornero, cosa le ha detto la FIAT?



Nel mondo Fiat i doveri sono di serie ma il diritto è un optional. Decide Marchionne cosa è giusto e cosa no, il resto non conta, nemmeno se si tratta del governo. Vige una strana proprietà commutativa, per cui cambiando l’ordine dei ministri il risultato non cambia: Fiat fa quello che gli pare, gli operai o fanno buon viso a cattivo gioco oppure stanno a casa, soprattutto se hanno simpatie per la Fiom, e il governo di turno resta a guardare o, al più, si limita a balbettare qualcosa di incosistente. Basta soffermarsi a quello che è successo nelle ultime settimane, io l’ho ricordato prendendo la parola in Aula.

Il 23 febbraio la Corte d’appello di Potenza ordina alla Fiat di reintegrare nello stabilimento di Melfi i tre operai Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, ingiustamente licenziati nell’estate del 2010. Fiat, nonostante l’esecutività della sentenza, non reintegra sul posto i tre lavoratori, guarda caso tutti iscritti alla Fiom.

Il 24 febbraio, cioè il giorno successivo, Marchionne afferma in un’intervista al Corriere della Sera che se la Fiat non riuscirà a vincere la sfida del mercato americano chiuderà altri due stabilimenti in Italia.

Il 28 febbraio, ancora l’ad del Lingotto conferma l’impegno in Italia ma nello stile ricattatorio che gli è proprio precisa: “Non vogliamo avere ostacoli, querele ed altro”.

Il 5 marzo, il quotidiano “la Repubblica”, nell’inserto “Affari e Finanza”, scrive che Fiat sarebbe pronta a sacrificare Pomigliano e Mirafiori. Lo stesso giorno il ministro Fornero dice di aver parlato con Marchionne e con John Elkann e di aver ricevuto rassicurazioni che le agenzie di stampa avevano riportato cose non vere. Dopo qualche minuto, una nota ufficiale di Fiat smentisce che due stabilimenti sarebbero stati chiusi.

Insomma, di tutto di più senza che il governo sentisse il dovere di presentarsi nelle sedi istituzionali e dire cosa esattamente sa sulle intenzioni del più importante gruppo industriale italiano. Tutto affidato a quotidiani e agenzie di stampa, come se il Parlamento non esistesse. Così non va.

Quando il maggior gruppo italiano straccia e annulla i contratti di lavoro nazionali e aziendali, quando ignora le sentenze della magistratura come quella che impone il reintegro di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, quando apre i bagni per verificare cosa fanno gli operai, quando a fine turno obbliga gli operai ad ammettere gli errori commessi durante la giornata, impedendogli così di andare a mensa, quando a Pomigliano d’Arco non fa rientrare dalla cassa integrazione alcun iscritto alla Fiom, quando tutto questo accade, io ritengo che il ministro del Welfare Fornero, anziché gingillarci con l’art. 18, abbia il dovere di venire a riferire in Aula per dirci quali rapporti il Ministero ha con Fiat e a quali condizioni Fiat vuol mantenere gli stabilimenti in Italia.

Marchionne non può mettersi al di fuori delle regole e il governo non deve permetterglielo. Democrazia e lavoro non sono solo belle parole, sono due pilastri della nostra Costituzione che vanno difesi sempre e ovunque. Per questo venerdì saremo in piazza accanto alla Fiom: bisogna riaffermare la democrazia e la legalità nelle fabbriche, bisogna ricordare al governo che ha il dovere di intervenire.

lunedì 5 marzo 2012

Antonio Di Pietro: no al DDL Gelmini - Dichiarazione di voto Idv (30/11/...




This evening at lesson of economics and business management, we were talking about innovation, and research. about how important is this function by universities. and we stand to discuss, the teacher has referred at the two major research centers in the United States. I found myself saying to the teacher: we have thanked God that in united states the universities had not the competence of the Italian education minister Gelmini. because Maria Stella Gelmini, has virtually cut off ninety percent of the funds to universities in Italy, as regards research, and ruining the whole school. Suddenly the entire class, applauded my words. but you can think about the disaster than that idiot of Woman has done. This was the Berlusconi government. i'm talking always of disasters of that government during all lessons..

questa sera a lezione di: economia e gestione delle imprese, ci siamo trovati a parlare dell'innovazione, e della ricerca. di quanto possa essere importante, questa funzione da parte delle università. e trovandoci a discuterne, la docente ha accennato a due importanti centri di ricerca negli stati uniti. io mi sono trovato a dire alla docente, professoressa, possiamo avere ringraziato dio, che la competenza li non era del ministro italiano dell'istruzione Gelmini. in quanto la maria stella gelmini, ha praticamente tagliato il novanta per cento dei fondi alle università in italia, per quanto riguarda la ricerca, e rovinando tutta la scuola. d'un tratto tutta l'aula, applaude a queste mie parole. ma voi ci pensate al disastro che ha combinato quella somara della gelmini. Questo è stato il governo berlusconi. ed una nota politica ci scappa sempre durante le lezioni

giovedì 1 marzo 2012

Gianfranco Funari intervistato da Piero Chiambretti




QUANNO NA PERSONA TE CHIEDE PERCHE’ SEI SINGLE? NO GLIE DEVI DI SOLO FATTE I CAZZI TUOI CHE AI MIEI CE PENSO IO

MA GLIE DEVI DI ANCHE CHE CE STA NA MAREA DE TESTE DE CAZZO,E NON CE STA NA PERSONA IN GRAZIA DI DIO, E CHE CE STA NA MAREA DE COPPIE CORNUTE O CHE STANNO INSIEME SOLO PER INTERESSE E ABITUDINE E QUINDI TE SEI MESSO/A L’ANIMA IN PACE IN ATTESA DE UN MIRACOLO!
(GIANFRANCO FUNARI)