sabato 12 novembre 2011

E' UFFICIALE, BERLUSCONI SI E' DIMESSO

SI E' DIMESSO




Oggi è il giorno della liberazione da un governo piduista e fascista. Da domani comincia la ricostruzione ''L'Italia dei Valori festeggia la caduta del regime e chiede che si ritorni presto alle urne''. Lo ha detto il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, davanti Palazzo Chigi. ''Abbiamo per questo insistito - ha proseguito - affinche' il candidato premier Monti, con un gesto di responsabilita', non si attorni di gerarchi limiti a un periodo breve il suo mandato e consenta che si voti una nuova legge elettorale con la quale si torni presto alle urne. L'intero Paese chi chiedeva di liberare le istituzioni - ha concluso - da un abusivo che si ha pensato agli affari suoi''...

Nel video l'arrivo di berlusconi al quirinale, per rassegnare le dimissioni, accolto dalle urla di rabbia della gente... al grido di: arrestatelo, vergognati

http://video.repubblica.it/dossier/berlusconi-dimissioni-governo-2011/buffone-buffone-l-arrivo-di-berlusconi-al-quirinale/80607?video


http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce


http://tg24.sky.it/tg24/politica/photogallery/2011/11/12/berlusconi_dimissioni_fotoracconto_giornata_12_novembre_2011.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Polonia-Italia 0-2 Ampia Sintesi -




http://www.youtube.com/watch?v=nlO9qrw6q1Y

La partita

http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-3fd0d540-304a-4d13-a28c-34b9ed1d2fa4.html

FORSE L'ITALIA DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE, ERA MENO DANNEGGIATA

L'AGENZIA BLOOMBERG: "BERLUSCONI E' COSTATO ALL'ITALIA 260 MILIARDI DI EURO, CON LUI IL DEBITO E' CRESCIUTO DEL 13.5%"

 
L'eredità dei quattro governi Berlusconi è un debito pubblico alle stelle, accumulato quasi con scientificità. E così chi ha avuto un figlio nell'anno 1994, può salutare la vigilia del suo diciottesimo compleanno, annunciandogli come regalo un debito pubblico di 1.902 miliardi di euro.
UN RITMO DI CRESCITA DOPPIO. Secondo il grafico pubblicato l'11 ottobre dall'agenzia Bloomberg il debito sovrano italiano sotto gli esecutivi targati Berlusconi è aumentato del doppio rispetto ai mandati di altri governi.
Sommando le performance dei periodi in cui il Cavaliere si è adoperato per il bene del Paese, il debito procapite, per singolo cittadino compreso il minorenne nato nel 1994, ha fatto un balzo del 13,5%, pari a circa 257 miliardi.
Il record del Berlusconi IV: più 6,9%
Già sotto l'indimenticato primo governo Berlusconi, quello del contratto con gli italiani firmato sulla scrivania di ciliegio che arredava per l'occasione nel salotto di Bruno Vespa, il buco d'ossigeno delle finanze statali era aumentato del 4,8%. Non riuscirono a tenergli testa né Lamberto Dini con il suo 2,1, né Romano Prodi con un rilevante più 3,8%.
SILVIO, MASSIMO E ROMANO. Il nemico-amico Massimo D'Alema, nonostante l'apprezzato sforzo della bicamerale, sulle finanze pubbliche riuscì addirittura a recuperare risorse e abbassare il debito dello 0,7%, come fece qualche anno dopo l'odiato Professore facendo registrare una dminuzione dello 0,4%. Il Cavaliere, del resto, tra il 2001 e il 2006 riuscì a contenere la corsa del debito all'1,6%. Il meglio di sé in effetti lo ha dato alla fine, sotto questo esecutivo, che ha fatto lievitare il debito del 6,9%. Da record.
Le colpe degli altri


Non si contano però le occasioni in cui Berlusconi ha addossato tutte le responsabilità della voragine all'opposizione. E non solo, le colpe sono state via via spostate più indietro nel tempo. Memorabili restano le parole pronunciate dal premier il 13 dicembre 2010, alla vigilia del più celebre voto di fiducia tra gli innumerevoli imposti dall'esecutivo. «Ci si rivolge l’accusa di essere noi a non sapere far crescere il Pil italiano di più dell’1,5 per cento mentre quello degli altri Stati europei cresce di più», diceva Berlusconi, inconsapevole dell'estate di fuoco che i conti pubblici gli avrebbero riservato.
IL CONFRONTO CON CRAXI. E replicava: «Gli altri Stati europei non hanno avuto in carico le stesse negative eredità che abbiamo avuto noi. In primis, mi riferisco al debito pubblico creato dai governi che, dal 1980 al 1992, hanno saputo moltiplicarlo per otto volte». Ma nemmeno il fratello maggiore Craxi è riuscito a eguagliarlo in quantità, anche se l'ha superato in intensità: dal 1984 al 1987, infatti, con Bettino a Palazzo Chigi la voragine delle casse statali si è allargata di 10 punti percentuali. Ma Berlusconi ha accusato anche i complici di Dc e Psi, puntando il dito anche contro il Partito comunista che ha «votato il 90% delle decisioni di quei governi». I soliti, maledetti, comunisti. Se non è coerenza questa.

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Non si contano però le occasioni in cui Berlusconi ha addossato tutte le responsabilità della voragine all'opposizione. E non solo, le colpe sono state via via spostate più indietro nel tempo. Memorabili restano le parole pronunciate dal premier il 13 dicembre 2010, alla vigilia del più celebre voto di fiducia tra gli innumerevoli imposti dall'esecutivo. «Ci si rivolge l’accusa di essere noi a non sapere far crescere il Pil italiano di più dell’1,5 per cento mentre quello degli altri Stati europei cresce di più», diceva Berlusconi, inconsapevole dell'estate di fuoco che i conti pubblici gli avrebbero riservato.IL CONFRONTO CON CRAXI. E replicava: «Gli altri Stati europei non hanno avuto in carico le stesse negative eredità che abbiamo avuto noi. In primis, mi riferisco al debito pubblico creato dai governi che, dal 1980 al 1992, hanno saputo moltiplicarlo per otto volte». Ma nemmeno il fratello maggiore Craxi è riuscito a eguagliarlo in quantità, anche se l'ha superato in intensità: dal 1984 al 1987, infatti, con Bettino a Palazzo Chigi la voragine delle casse statali si è allargata di 10 punti percentuali. Ma Berlusconi ha accusato anche i complici di Dc e Psi, puntando il dito anche contro il Partito comunista che ha «votato il 90% delle decisioni di quei governi». I soliti, maledetti, comunisti. Se non è coerenza questa.

venerdì 11 novembre 2011

ANTONIO DI PIETRO

Non posso dare fiducia al buio prima di conoscere chi sono i componenti del Governo, qual è la coalizione che l'appoggia e quale il programma che porta avanti. Mi pare che sia una cosa ovvia in democrazia. E se tecnico è, tecnico deve essere, senza coloro che già ci hanno rovinato e di cui sinora abbiamo contestato ogni azione. Non potremo mai appoggiare un esecutivo che sia all'insegna della continuità, seppure parziale, con il governo Berlusconi, di cui non condividiamo nulla.


I can not give confidence in the dark before knowing who are the members of the Government, what is the coalition that supports and what the program that brings forward. I think that is an obvious thing in democracy. And if it is technical, technician must be without those who already have ruined us and which we have so far questioned every action. We can never support an Executive that is based on continuity, albeit partial, with Berlusconi's Government, of which we do not share anything.

FINALLY ITALY IS FREE FROM BERLUSCONI


Stevie Wonder- Sir Duke (Video)


ANTONIO DI PIETRO, SUL GOVERNO TECNICO DI MARIO MONTI

Non mi fido della coalizione che c'è dietro il governo Monti. La maggioranza che dovrà appoggiarlo, infatti, è composta anche da quei parlamentari che hanno votato le leggi-vergogna che Berlusconi si è cucito addosso. Meglio, dunque, prima leggere i provvedimenti e poi votarli di volta in volta se utili al Paese.