sabato 19 ottobre 2013

NON DIRE GATTO FINCHE' NON CE L'HAI NEL SACCO


http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2013/10/19/silvio_berlusconi_ricalcolo_interdizione_pubblici_uffici_processo_mediaset.html

Cosi' recitava un vecchio detto trapattoniano, oggi l'imputato è stato condannato a due anni di interdizione, un altra legnata sul suo castello costruito con i mattoni, composti di tutto il marcio possibile, in un altro paese, si sarebbe fatta pulizia da tempo ma essendo in italia su queste cose ci si passa sopra, oggi è solo un altra battaglia vinta, che avrà sicuramente il suo peso. ma sicuramente il vecchio pur seriamente danneggiato non alzerà bandiera bianca fino alla fine.... vediamo quanto dura, noi qui stiamo, adesso dobbiamo passare in aula per il voto di decadenza, un voto che sembra già scritto, se casini non si trasforma in franco tiratore, ormai è stato scoperto. in ogni caso un altro voto ci sarà in primavera, dopo la sentenza della cassazione in merito alla sentenza di appello di oggi. Noi abbiamo pazienza non ci scomponiamo, vediamo quanto dura lui... dirò abbiamo vinto la guerra, quando lo vedrò fuori da palazzo madama a tutti gli effetti...

articolo da   http://giubberosse.comunita.unita.it/2013/10/19/il-cavaliere-senza-cavallo/

Berlusconi non ha più scampo. Inutile appellarsi alla Corte Costituzionale, alla Corte europea di giustizia o a chissà quale altro organismo internazionale potranno partorire le fervide menti di Bondi, Brunetta e Schifani. I due anni di interdizione dai pubblici uffici decisi dalla Corte di Appello di Milano come pena accessoria per la condanna per frode fiscale sono il capitolo finale della lunga saga del Cavaliere. Dovrà lasciare il seggio al Senato, non potrà ricandidarsi, non potrà svolgere alcun ruolo istituzionale pubblico. Ma attenzione: che questa sia l’uscita di scena definitiva di Berlusconi è presto per dirlo. Quel che sta accadendo dentro il Pdl è ancora avvolto nelle nebbie. La lotta tra ribelli e lealisti, tra Alfano e Fitto, non si sa bene quale approdo avrà. Anzi, il sospetto che il Cavaliere riesca ancora una volta a imporre il suo pugno pieno di soldi sul partito è più che fondato. Alfano non ha molto tempo a disposizione per evitare di restare imbrigliato nella ragnatela del Cavaliere e dei suoi fedelissimi. Il rischio che faccia la fine di Gianfranco Fini (che fai mi cacci? E lui lo cacciò e l’ex leader di An finì in pensione anticipata…) è abbastanza forte. I movimenti che stanno attraversando un pezzo di Pdl, un altro di Scelta Civica e l’Udc per la formazione di un partito della destra europea devono fare i conti con queste incognite. E immaginare in Italia un partito popolare europeo è ancora un bel lavoro di fantasia. Non sappiamo se i “tea party de noantri” prenderanno possesso della destra come hanno fatto quelli veri in America con il partito repubblicano o se da questa confusione nascerà qualcos’altro. L’unica cosa chiara è che la sinistra e il Pd in questa situazione hanno un enorme vantaggio. Sarebbe un suicidio sprecarlo in una guerra intestina.